L’ente
Il Tribunale di Prefettura a Biella, come in tutti gli stati sabaudi di terraferma, entrò in funzione il 2 gennaio 1823. Fu introdotto dall’editto del 27 settembre 1822, emanato durante la reggenza di Carlo Felice, punto d’arrivo di una breve stagione riformatrice, che a cavallo dei moti rivoluzionari del 1821, apportò modifiche al sistema giuridico piemontese, fra le quali va anche menzionata la riforma delle ipoteche.
L’editto del 1822 sui Tribunali di Prefettura è stato molto importante per numerosi aspetti. Innanzitutto, rappresenta un momento di rottura con la tendenza anacronistica, voluta fermamente da Vittorio Emanuele I e dai suoi cortigiani, che pretendeva, con ‘un colpo di spugna’, di cancellare tutto quanto era stato introdotto dai Francesi durante la loro permanenza in Piemonte. Infatti, dopo anni di applicazione dei codici francesi, nel 1814 furono reintrodotte le antiquate Regie Costituzioni, tutte le norme e tutte le giurisdizioni speciali che in secoli di storia si erano affiancate, se non sovrapposte, nel regno sabaudo. L’editto del ’22 portò all’introduzione della collegialità (in sostituzione della figura monocratica del Prefetto), dello stipendio fisso per i magistrati (con l’abolizione delle sportule, che erano le somme dovute al giudice dalle parti in causa o dal condannato in materia penale in proporzione al valore della causa o della pena), alla riorganizzazione parziale della competenza dei giudici inferiori.
I Tribunali di Prefettura furono in totale quaranta e furono divisi in quattro classi. Il Tribunale di Biella rientrava nella quarta classe che prevedeva un Prefetto e due Assessori, con tre Aggiunti o sostituti, oltre all’Avvocato Fiscale.
La competenza era piuttosto ampia: in materia civile e commerciale tutte le cause non espressamente attribuite ad altra giurisdizione, oltre a numerose attribuzioni in materia di volontaria giurisdizione; in materia penale invece limitatamente a contravvenzioni ai regolamenti di polizia generale comportanti una pena pecuniaria superiore a 50 lire o l’arresto per più di tre giorni ed altre violazioni minori.
Il fondo Tribunale di Prefettura di Biella contiene molti registri da cui si possono trarre preziose informazioni sul funzionamento dei tribunali dell’epoca, ma anche spaccati di vita quotidiana o semplici episodi curiosi.
Nel 1848 prese il nome di tribunale di prima cognizione; nel 1855 di tribunale provinciale.
(Andrea Sella – tesi di laurea 1998)
L’archivio
Le carte sono state versate dal Tribunale di Biella nel 1972. L’archivio non è completo: parte dei documenti sono andati perduti durante gli anni ’50 del ‘900 a causa di scarti non autorizzati. Non è ordinato e non vi è alcun strumento di corredo.
Il fondo contiene: Registro delle querele, Registro delle trasmissioni dei processi criminali ai giudici per informazioni, Registro ordinanze interlocutorie e definitive boschi e selve, Registri delle parcelle e spese criminali, Registro ordinanze di semplice istruttoria, Registro ordinanze definitive criminali, informazioni criminali dei costituiti, inventari delle cause criminali, stati quadrimestrali delle cause criminali, Registro delle provvidenze emanate in odio dei carcerati per debiti, Registro delle cause civili iscritte a ruolo, Registro delle requisitorie, Registro dei decreti di citazione, Registri delle conclusioni dell’Avvocato Fiscale, Declaratorie, Registro delle lettere di commissione ai Giudici di Mandamento, Registro degli atti di pignoramento, Registro delle appellazioni al Senato delle sentenze proferite da questo Tribunale in materia civile, Registro dei giuramenti dei pubblici funzionari, Registro delle adozioni, Registro prescritto dal Manifesto Senatorio dell’11 dicembre 1824 in ordine agli estratti di decesso provenienti dall’estero. Oltre ai registri conserva pratiche nominative.
Estremi cronologici: 1823 – 1860
Consistenza: bb. 74, pacchi 40, voll. 201.