Patrimonio
L’Archivio di Stato di Biella conserva, per mandato istituzionale, la documentazione prodotta dalle amministrazioni periferiche preunitarie e dagli uffici periferici dello Stato operanti sul territorio provinciale.
Conserva inoltre gli atti dei notai della provincia che hanno cessato l’attività professionale da almeno cento anni, la documentazione prodotta da enti estinti (pubblici e privati), da corporazioni religiose soppresse e numerosi fondi di importanti famiglie e persone legate al territorio biellese. A questi si aggiungono alcuni archivi storici di Comuni del territorio lasciati in deposito presso il nostro istituto.
La consistenza del patrimonio conservato ammonta a circa 6 km ed è in costante aumento grazie ai versamenti periodici ed alle occasionali donazioni di nuovi fondi che i proprietari decidono di affidare al nostro ente.
Al materiale documentario si unisce un ricco patrimonio bibliografico, frutto di donazioni ed acquisti. In continua implementazione è la raccolta di tesi di laurea, elaborati che gli studenti sono tenuti a consegnarci a seguito delle ricerche fatte presso il nostro istituto.
La documentazione è destinata alla conservazione permanente e alla libera fruizione da parte dei cittadini (fatte salve le limitazioni di riservatezza imposte dalla legge).
Consultabilità dei documenti
I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili con i limiti imposti dalla legislazione vigente in materia di beni culturali e ambientali, per:
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documenti di carattere riservato relativi alla politica estera o interna dello Stato che divengono consultabili 50 anni dopo la loro data
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documenti riservati relativi a situazioni puramente private di persone, che divengono consultabili dopo 70 anni
La consultazione anticipata di questi documenti può essere autorizzata dal Ministero dell’Interno. La domanda dovrà essere presentata alla Direzione dell’Archivio di Stato che provvederà ad inoltrarla tramite la locale Prefettura.
Ogni studioso è tenuto a conoscere e a rispettare le norme contenute nei codici di deontologia per la ricerca a scopi storici e a scopi statistici o scientifici, i cui testi possono essere chiesti al personale di sala.
Limiti alla consultabilità dei documenti possono essere stabiliti anche dai privati che abbiano depositato l’archivio di loro proprietà.
La Direzione può sottrarre alla consultazione i documenti il cui stato di conservazione renda necessario il provvedimento.
